Il successo attraverso l’Atteggiamento Mentale Positivo – http://www.lamentemente.com
19 dicembre 2008
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Napoleon Hill
Il successo attraverso l’Atteggiamento Mentale Positivo Prefazione di Og Mandino |
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| Gribaudi Edizioni ISBN: Prezzo € 16,00
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Che cosa volete realmente? Nominatelo e sarà vostro se imparerete ad applicare i principi più volte qui formulati. In seguito allo studio di questo libro accadrà qualcosa di meraviglioso: godrete di salute fisica, mentale e morale, raggiungerete la felicità personale, avrete ricchezze di ogni tipo o qualsiasi bene il cui conseguimento non trasgredisca i diritti del prossimo.
Che cosa si può ottenere con l’AMP?
Napoleon Hill, con la sua filosofia AMP (Atteggiamento Mentale Positivo), ha aiutato milioni di persone a realizzarsi nella vita. È possibile applicare i suoi principi in ogni occasione della vita quotidiana, nel lavoro come nelle relazioni interpersonali, grazie al nutrimento per l’anima e il corpo che i suoi libri ci regalano.
E’ stato il maestro e l’ispiratore di Og Mandino e viene riconosciuto come il capostipite degli autori motivazionali.
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Dentro i recessi della mente – http://www.lamentemente.com
18 dicembre 2008
http://www.lamentemente.com/2008/12/17/dentro-i-recessi-della-mentedentro-i-recessi-della-mente/

Recessi della mente
Edoardo Boncinelli alle Vacances de l’Esprit 2008 a San Gimignano
Immaginate tante linee parallele, un fascio di percorsi che non si toccano mai. Ogni percorso si occupa di un particolare carattere della nostra attività mentale, ad esempio nel sistema visivo ci sono vari processi che si occupano delle linee verticali, di quelle orizzontali, di un certo colore, della profondità e così via. La visione è quando queste linee si intrecciano tra loro a formare un restringimento -come la strettoia di una clessidra-, cioè la coscienza visiva. Se riuscite a estendere questo concetto a tutto quello che accade nell’enorme intrico di neuroni del nostro cervello e che giunge a consapevolezza, ecco che potrete almeno immaginare il tema del seminario invernale a San Gimignano, in cui Edoardo Boncinelli ha tentato di spiegarci le basi materiali e i modelli teorici della coscienza, in occasione delle Vacances de l’Esprit 2008. Da grande divulgatore quale è, il genetista fiorentino ci ha guidato attraverso i recessi della mente, indicandoci il presente della ricerca, il suo futuro e ciò che non si potrà mai sapere su questo misterioso fatto: sappiamo di esserci.
Innanzitutto, non possiamo prescindere dalla cruda materia, da atomi, molecole, strutture biologiche e leggi che regolano il vivente e la sua evoluzione. Quindi, quando parliamo di coscienza e di mente, dobbiamo dire che …
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Dentro i recessi della mente – http://www.lamentemente.com
16 dicembre 2008
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Recessi della mente
Edoardo Boncinelli alle Vacances de l’Esprit 2008 a San Gimignano
Immaginate tante linee parallele, un fascio di percorsi che non si toccano mai. Ogni percorso si occupa di un particolare carattere della nostra attività mentale, ad esempio nel sistema visivo ci sono vari processi che si occupano delle linee verticali, di quelle orizzontali, di un certo colore, della profondità e così via. La visione è quando queste linee si intrecciano tra loro a formare un restringimento -come la strettoia di una clessidra-, cioè la coscienza visiva. Se riuscite a estendere questo concetto a tutto quello che accade nell’enorme intrico di neuroni del nostro cervello e che giunge a consapevolezza, ecco che potrete almeno immaginare il tema del seminario invernale a San Gimignano, in cui Edoardo Boncinelli ha tentato di spiegarci le basi materiali e i modelli teorici della coscienza, in occasione delle Vacances de l’Esprit 2008. Da grande divulgatore quale è, il genetista fiorentino ci ha guidato attraverso i recessi della mente, indicandoci il presente della ricerca, il suo futuro e ciò che non si potrà mai sapere su questo misterioso fatto: sappiamo di esserci.
Innanzitutto, non possiamo prescindere dalla cruda materia, da atomi, molecole, strutture biologiche e leggi che regolano il vivente e la sua evoluzione. Quindi, quando parliamo di coscienza e di mente, dobbiamo dire che c’è un cervello, che questo cervello presiede ad un’innumerevole quantità di processi che si svolgono contemporaneamente e che ci permettono di vivere, anche se …
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Shiatsu e fisica quantistica – http://www.lamentemente.com
12 dicembre 2008
http://www.lamentemente.com/2008/12/11/shiatsu-e-fisica-quantisticashiatsu-e-fisica-quantistica/

Shiatsu e fisica quantistica
Negli ultimi tre o quattro secoli la tendenza della scienza è stata quella di cercare di definire una totale divisione tra soggetto ed oggetto, mente e natura.
Galileo Galilei (1564-1642) fu il primo ad usare con regolarità la sperimentazione per investigare i fenomeni naturali (…e imprigionato dall’inquisizione per aver suggerito l’ipotesi che i pianeti ruotassero intorno al sole).
“Misura il misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è” (Galileo) è divenuta la frase ispiratrice, il motto del moderno pensiero scientifico e filosofico e sottolinea l’approccio occidentale attuale alla salute ed alla medicina.
Nella moderna ricerca scientifica l’oggettività è ancora un principio base che viene però sempre più messo in questione sia all’interno che all’esterno della comunità stessa.
Nel ventesimo secolo l’esplorazione del mondo subatomico ha rivelato la natura intrinsecamente dinamica della materia. Non si ritiene più che la materia sia costituita da mattoni fondamentali, precisamente localizzabili nello spazio e nel tempo.
I costituenti dell’atomo sono configurazioni dinamiche che non esistono in quanto entità isolate, ma in quanto parti interagenti di una inestricabile rete di interazioni.
Una “inestricabile rete di interazioni”: non è questo un modo stupendo di …
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Libero arbitrio – http://www.lamentemente.com
7 dicembre 2008

Libero arbitrio
Un modo per gettare un po’ di luce sul problema del libero arbitrio può essere quello di esaminare al suo posto ciò che io credo sia un problema equivalente, ma che richiede l’uso di termini meno pregnanti. Invece di chiedere: “II sistema X è dotato di libero arbitrio?”, chiediamo: “II sistema X compie delle scelte?”, cercando di stabilire con cura che cosa intendiamo realmente quando decidiamo di descrivere un sistema, meccanico o biologico che sia, come capace di compiere delle “scelte”. Sarà utile esaminare da questo punto di vista alcuni sistemi differenti che, in varie circostanze saremmo tentati di descrivere come capaci di compiere scelte. A partire da questi esempi potremo imparare qualcosa su ciò che vogliamo realmente dire con questa espressione.
Prendiamo come paradigmi i seguenti sistemi: una pallina che rotola lungo una collina sassosa, un calcolatore tascabile che trova cifre successive dell’espansione decimale della radice quadrata di due; un programma complesso che gioca discretamente a scacchi; un robot in un labirinto a T (un labirinto con una sola biforcazione, in un lato della quale vi è un premio); e un essere umano di fronte a un complicato dilemma.
Prima di tutto, che cosa possiamo dire della pallina che rotola giù per la collina? Compie delle scelte? Credo che diremmo tutti di no, anche se nessuno di noi è in grado di prevedere il suo tragitto neanche per una distanza molto breve. Abbiamo la sensazione che non potrebbe percorrere una strada diversa da quella che percorre e che è semplicemente spinta avanti dalle inesorabili leggi della natura. Naturalmente, nella nostra fisica mentale aggregata, possiamo immaginare molti cammini “possibili” per la pallina e vediamo che nel mondo reale essa ne segue solo uno. A un qualche livello della nostra mente, quindi, non possiamo fare a meno di pensare che la pallina ha “scelto” un singolo cammino tra la miriade di quelli mentalmente possibili; ma a un qualche altro livello della nostra mente sentiamo istintivamente che la fisica mentale è solo un ausilio per la costruzione al nostro interno di modelli del mondo e che i meccanismi che fanno avvenire le sequenze fisiche reali di eventi non richiedono che la natura passi attraverso un processo analogo, per cui prima si fabbricano tutte le possibili varianti in qualche universo ipotetico (il “cervello di Dio”) e poi si sceglie tra di esse. Così non definiremo questo processo una scelta, anche se riconosciamo che, da un punto di vista pragmatico, in casi come questo è spesso utile usare tale termine in virtù del suo potere evocativo. E che dire del calcolatore programmato a calcolare le cifre della radice quadrata di due? Che dire del programma che gioca a scacchi? In questi casi potremmo dire che abbiamo a che fare con “palline immaginarie” che rotolano lungo “colline immaginarie”. In realtà, i motivi per dire che non vengono effettuate scelte sono qui, se possibile, più forti che nel caso della pallina. Infatti, se si cerca di ripetere l’esperimento della pallina, si osserverà senza dubbio un percorso totalmente diverso, mentre se si fa andare di nuovo il programma per la radice quadrata di due si otterrà sempre lo stesso risultato. La pallina sembra “scegliere” ogni volta un percorso diverso, per quanto si cerchino di riprodurre le precise condizioni della sua prima discesa, mentre il programma ogni volta gira esattamente nello stesso modo. Nel caso dei programmi che giocano a scacchi, invece, vi sono varie possibilità. Con certi programmi, se si gioca prima una partita e poi se ne comincia una seconda facendo le stesse mosse della prima, questi programmi muoveranno esattamente nello …
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La meditazione? È scientifica – La mente mente
4 dicembre 2008
Le ricerche confermano l’efficacia della meditazione contro stress ed ansia.
Negli ultimi anni l’interesse verso le tecniche di meditazione di origine orientale è aumentato sempre più e numerose ricerche hanno evidenziato i loro effetti positivi per il benessere psicologico e fisiologico. In realtà le ricerche scientifiche iniziarono molti anni fa, quando queste tecniche erano ancora poco conosciute e guardate con sospetto: nel 1970 Benson e Wallace, medici dell’università di Harvard, rivelarono diversi effetti fisiologici prodotti dalla Meditazione Trascendentale (MT) di Maharishi, maestro indiano di Yoga laureato in fisica.
Le ricerche di Benson e Wallace mostrarono che durante la meditazione si aveva una netta diminuzione del lattato nel sangue, che indicava eliminazione di stress, ed un forte aumento della resistenza elettrica cutanea, che indicava una diminuzione dell’ansia. Le analisi elettroencefalografiche (EEG) mostravano un maggior ordine delle onde cerebrali, che produceva una maggior chiarezza mentale. Tutto ciò confermava oggettivamente le sensazioni personali di sollievo e benessere riportate dai praticanti. Questi notevoli risultati furono pubblicati su importanti riviste scientifiche, tra cui Science e Scientific American (in italiano comparve un articolo nel 1972, su Le Scienze n. 45).
L’utilità di queste tecniche si rivela in ambito psicologico e fisiologico, ma esse possono essere studiate anche in termini di fisica. Tutto questo è spiegato nel mio libro Il segreto dell’universo (sottotitolo: mente e materia nella scienza del terzo millennio, ed. Età dell’Acquario, 2003), che…
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Fonte: http://www.nonsoloanima.tv
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